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ARVO PÄRT PROJECT

Il progetto monografico su Arvo Pärt è una tappa significativa di questo itinerario artistico. Il Quartetto di Sassofoni Alea ha eseguito nel 2015, anno in cui ricorreva l'80mo compleanno di Arvo Pärt, l'integrale delle composizioni per quartetto di sassofoni del compositore estone in diversi concerti in Italia: nell'ambito della 70ma edizione della Sagra Musicale Umbra, in particolare, sei delle otto opere sono state presentate in prima esecuzione mondiale.
Nel 2017 il Quartetto di Sassofoni Alea ha pubblicato un CD per l'etichetta Col legno.

Arvo Pärt | Anima


Il CD contiene l'integrale delle opere di Arvo Pärt per quartetto di sassofoni e tre trascrizioni realizzate da Gianpaolo Antongirolami e approvate dallo stesso Pärt.

Sassofoni e spiritualità: una sfida?
Un aspetto distintivo della musica di Arvo Pärt è che può essere eseguita da diversi organici, vocali e strumentali, aggiungendo ogni volta nuove possibilità espressive senza impoverire il suo significato e le sue caratteristiche. La purezza spirituale insita nella poetica di Pärt emerge chiaramente, infatti, in ognuna delle numerose versioni dei suoi lavori.
Per questo motivo mi sembrava molto stimolante l'opportunità di poter esprimere una musica di così profonda interiorità con dei sassofoni, strumenti troppo spesso ancor oggi associati nell'immaginario collettivo a generi musicali quali il jazz, il pop, o comunque a un'idea sonora esteriore e chiassosa.
Pärt stesso aveva aperto la strada, realizzando le versioni per quartetto di sassofoni di Summa (1977/2009) e Da pacem Domine (2004/2009). Nel 2015, anno in cui ricorreva il suo ottantesimo compleanno, venni a conoscenza che il compositore stava scrivendo altre versioni di suoi brani per questo organico. Mi sentii quindi incoraggiato a portare avanti l'idea che avevo già da tempo di effettuare anche io delle elaborazioni di alcuni suoi lavori che amavo particolarmente. In breve tempo Arvo Pärt approvò con entusiasmo le mie trascrizioni di Magnificat (1989), My heart's in the Highlands (2000) e Psalom (1985); nel frattempo venivano pubblicate le sue versioni per quartetto di sassofoni di Fratres (1977/2015), Pari intervallo (1976/2015) e Solfeggio (1963/2015).
A questo punto prese forma concreta il progetto di unire per la prima volta in un cd monografico tutta l'opera di Pärt per quartetto di sassofoni, cioè le sue versioni recenti, le due già esistenti e le mie tre elaborazioni.
Il progetto presentava una doppia e stimolante sfida, poiché la fisionomia della musica andava restituita sia nella scrittura che nell'esecuzione: le linee dei quattro strumenti andavano quindi realizzate nella maniera più opportuna, mantenendo le distanze, gli intrecci e gli equilibri tra le voci. Nell'esecuzione, invece, la ricerca si è svolta essenzialmente sul piano timbrico e dinamico, allo scopo di ottenere un impasto sonoro che evidenziasse la purezza e la spiritualità di ogni brano. Da questo punto di vista, credo che la musica di Pärt riesca a far emergere l'aspetto più intimo e sensibile della voce dei sassofoni, aspetto che molto spesso, ancora oggi, non viene valorizzato.
Eppure Berlioz, già negli anni '40 del XIX secolo, aveva ben compreso la sottigliezza di espressione che poteva dare il sassofono, definito «cet admirable organ», strumento «dalle qualità rare e preziose»: «il suo principale merito è nella variabile bellezza del suo accento [...], come le vibrazioni misteriose di una campana dopo che è stata percossa. Nessun altro strumento musicale esistente a me conosciuto possiede questa particolare sonorità, posta al limite del silenzio [...]] la più bella voce grave finora conosciuta in musica».

Gianpaolo Antongirolami
June 2017